Lo spazio di Zio Woz

5 Luglio, 2007

Automatici e manuali - Hacker Journal n°95 - 23 Febbraio 2006

Archiviato in: editoriali hacker journal — woznihack @ 12:21 pm

 

E’ quasi l’ora di iniziare la giornata. il computer si accende. carica un player di MP3 e una playlist impostata appositamente. A volume prefissato la mai musica prende dolcemente possesso della stanza e mi sveglia dal sonno.

Mi sveglio pienamente solo sotto la doccia.

(continua…)

4 Luglio, 2007

Ignoranza e insicurezza - editoriale Hacker Journal n°94 - 9 Gennaio 2006

Archiviato in: editoriali hacker journal — woznihack @ 9:56 pm

Sono in un grande negozio di elettronica. c’è una coppia, lui mezza età, lei mezza voglia di stare lì e mezza di andarsene alla svelta a vedere le scarpe. In pochi istanti appare chiaro che lui sta comprando un computer per lei. Ma lui ne sa quanto lei: ben poco.

Resto a breve distanza e fingo di provare una trackball. Ascolto. Voglio capire che cosa racconta il commesso.

Neanche disonesto.

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3 Luglio, 2007

Un mondo in attesa - Editoriale Hacker Journal n°92

Archiviato in: editoriali hacker journal — woznihack @ 3:23 pm

Stamattina sono uscito in auto vicino a casa e, in mezzo alla strada c’era un piccione, - l’animale intendo – investito e morto, con il petto squarciato. Prima di me un’auto l’ha sfracellato. Ho frenato, sono sceso e aiutandomi con un fazzoletto di carta l’ho spostato. Un’altra auto e sarebbe diventato una polpetta.

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18 Aprile, 2007

Quel deficiente di Caleb (Hacker Journal N°90 - 15 dicembre 2005)

Archiviato in: editoriali hacker journal — woznihack @ 4:08 pm

La vita di redazione è una vita di scadenze. Ogni quattordici giorni un numero di Hacker Journal. Ogni quattordici giorni un elenco di articoli che deve essere pronto. Ogni quattordici giorni, una corsa per risolvere il classico problema dell’ultimo minuto. Ecco perchè i nostri orari di lavoro sono atipici. Ecco perchè i nostri luoghi di lavoro sono, spesso atipici. Ecco perchè forse l’ultimo articolo di Hacker Journal nasce sul tram. Ed ecco perchè Caleb è un deficiente.

Sono collegato a Internet via cellulare

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Deboli con i forti, forti con i deboli (Hacker Journal N°88 - 30 novembre 2005)

Archiviato in: editoriali hacker journal — woznihack @ 4:06 pm

Non dovrei dirlo. Ma ho seguito qualche lezione al Politecnico. Matematica. Se avessi saputo quanto conta la matematica in programmazione, l’avrei studiate più a fondo. Ma non è questo il punto. Di matematica alla fine mi è rimasto il minimo indispensabile. Non solo qualche algoritmo. Ma anche una lezione preziosa. Il vecchio professore si intestardiva con il gesso e la lavagna. I giovani studenti sbuffavano. Le calcolatrici. I computer. Internet. Lui sapeva perchè sbuffavamo, ma insisteva.

Aveva ragione lui.

Gli strumenti deboli, diceva. Gli strumenti deboli. Dovete abituarvi ad usare gli strumenti deboli. Poi farete come volete

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8 Marzo, 2007

Cospirazioni? No, minacce (Hacker Journal N°85 - 6 ottobre 2005)

Archiviato in: editoriali hacker journal — woznihack @ 7:07 am

In giro c’è troppa gente che ciancia di cospirazioni. Chi si ricorda Echelon? Tutte le nostra comunicazioni sarebbero intercettate. È una stupidaggine totale. Qualcuno investe tempo e soldi per leggere gli SMS che mando ai miei amici quando vogliamo trovarci in pizzeria? Non è un cospiratore. È un deficiente. C’è chi spia i dati che invio in rete quando gioco in multiplayer a Battle for Wesnoth (wesnoth.org)? Non è un cospiratore. È un cretino. Lui perde il suo tempo, io mi diverto.

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16 Febbraio, 2007

Sicuri nel mucchio (Hacker Journal N°84 – 22 Settembre 2005)

Archiviato in: editoriali hacker journal — woznihack @ 8:52 pm

Chiunque abia detto che il modo migliore per nascondere qualcosa è metterlo in bella vista, doveva essere un buon hacker. Ma gli mancava metà della verità.

L’altra notte, in chat con un amico, ho avuto la seguente conversazione:

 

Amico: Hai visto che anche Google adesso fa il suo client di messagistica?

TheGuilty: Google ne tira fuori una a settimana…

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Ricchi e Poveri (Hacker Journal N°83– 8 Settembre 2005)

Archiviato in: editoriali hacker journal — woznihack @ 8:51 pm

Mi succede tutte le estati. Almeno una notte. Mi fermo. Magari sulla spiaggia. Faccio silenzio. Lo cerco intorno a me. Guardo. Sento la risacca, forse un pò di vento. Lontano si avverte il motore di una macchina. Gente che va a divertirsi, o lo ha già fatto. Ancora più lontano un tessuto di luci, lampeggianti, scintillanti, tremolanti. Case. Informazione. Strade. Collegamenti

Quest’anno è successa una cosa in più. Ho avuto una visione.

(continua…)

L’occhio che uccide (Hacker Journal N°80 – 21 Luglio 2005)

Archiviato in: editoriali hacker journal — woznihack @ 8:50 pm

Non ho tanta voglia di parlarne. Neanche di scrivere. Lascio la mia parola ad altri. I servizi di crittografia offerti dal server di Autistici/Inventati, collocato presso la webfarm di aruba, sono stati compromessi in data 15.06.04. Ne veniamo a conoscenza il giorni 21.06.05. Un anno dopo. La Polizia Postale, nell’ambito di un’indagine su una singola casella di posta, ha potenzialmente potuto spiare per un anno le comunicazioni personali di tutti gli utenti del server autistici.org/inventati.org e realisticamente è quello che sta ancora facendo.

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Chi sono quelli buoni? (Hacker Journal N°70 - 3 Marzo 2005)

Archiviato in: editoriali hacker journal — woznihack @ 8:49 pm

Bigthisle ci ha messo la pulce nell’orecchio. Non ha torto. Quando c’è stato lo tsunami in Oceano Indiano si è dato molto risalto alla bontà delo Stato, che rinunciava all’Iva sui messaggini per devolvere un euro in beneficenza, e a quella dei provider telefonici, che rinunciavano ai loro ricavi. D’accordo… e le prepagate? Quando compro una prepagata da 50 euro, tipicamente compro una ricarica effettiva di 45 euro e ne do cinque al provider telefonico. Quando mando il messaggino, il provider ha già avuto il suo bel ricavo e non rinuncia proprio a niente. Quanto allo stato, forse è meglio stendere un velo pietoso. Preleva e succhia in talmente tanti modi che l’SMS deve essere proprio l’ultima delle sue preoccupazioni.

Quelli buoni non lo sono, lo sembrano e basta.

Su Internet le cose vanno un pò meglio. A volte. È probabile che Wikipedia non farà una brutta fine, grazie a Google. Wikipedia è l’enciclopedia open source, compilata gratuitamente da chi ha deciso di regalare tempo al progetto. Migliaia di persone oramai la usano quotidianamente per tutto, dalle ricerche scolastiche alle scommesse con gli amici all’autoapprendimento (mai smettere di imparare!). Ma chi lo ospita? I server costano, la banda pure. Il progetto è gratis, ma ha un costo.

Così si è fatto avanti Google, che ha proposto a Wikipedia un progetto di hosting gratuito. Il comitato dei coordinatori di Wikipedia sta esaminando la proposta e in marzo si incontrerà via IRC con quelli di Google per discuterla (sì, ma adesso IRC si fa anche business). Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, ha già incontrato più volte Sergei Brin e Larry Page, i padroni di Google.

È già stato chiarito che Google non chiede assolutamente niente in cambio a Wikipedia. Si è parlato di pubblicità sulle pagine, per esempio, ma non è così. Google ha anche un precedente. Google Groups è un deposito immenso di messaggi di newsgroup che sarebbero andati persi se l’azienda non avesse deciso di ospitarli sui suoi server.

Cerrto, l’utilità di tutto è che noi quei messaggi li possiamo ancora cercare. E cercandoli via Google facciamo gli interessi di Google. Per questo nella comunità ci sono molte voci perplesse. È giusto che un progetto completamente gratuito e aperto finisca, bene o male, nelle mani di un ente commerciale? Qualcun altro risponde: più che farlo gratis, un’azienda che altro deve fare, se vuole contribuire al progresso del software libero (anche un’enciclopedia online è software)?

Insomma, capire chi sono i buoni non è mai semplice.

Chi sono i cattivi, invece, è chiarissimo. Basta leggere la pagina qui a fianco. Altro che Google. Questi ahnno i soldi, vogliono farne altri e non guardano in faccia a nessuno. C’è qualcosa che possiamo fare? Sì. Nella difficoltà di capire chi siano veramente i buoni, dobbiamo iniziare a essere buoni noi. Forse c’è qualche buco in Wikipedia che aspetta di essere colmato da noi. Se un film scaricato ci è piaciuto molto, forse sarebbe il caso di comprarlo, per rispetto a tutte quelle persone che ci hanno faticato sopra, ed è evidente che in questo il copyright non c’entra.

Abbiamo infinite occasioni di essere buoni e fare la nostra parte, dare qualcosa in cambio di tutto ciò che riceviamo gratis dalla Rete. Se mancano le idee, beh, c’è qui un numero di Hacker Journal appena sfornato, con un sacco di spunti. Divoriamolo.

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