Lo spazio di Zio Woz

3 Luglio, 2007

Un mondo in attesa – Editoriale Hacker Journal n°92

Archiviato in: editoriali hacker journal — woznihack @ 3:23 pm

Stamattina sono uscito in auto vicino a casa e, in mezzo alla strada c’era un piccione, – l’animale intendo – investito e morto, con il petto squarciato. Prima di me un’auto l’ha sfracellato. Ho frenato, sono sceso e aiutandomi con un fazzoletto di carta l’ho spostato. Un’altra auto e sarebbe diventato una polpetta.

Un signore che mi precedeva si è fermato di botto con la sua auto davanti un grande magazzino di elettrodomestici, ha innestato la retromarcia e ostruendo tutta la strada ha cercato di infilarsi in sosta vietata. Lo seguivo tranquillo e ho dovuto frenare di botto pure io. Ho lampeggiato con i fari. Era per dirgli “guarda che se prosegui trenta metri c’è il parcheggio gratuito, sicuro, per tutti”. Non l’avessi mai fatto. Ha lasciato la macchina in mezzo alla strada, è sceso e ha passato tre minuti d’orologio a insultarmi.

Dietro di me la coda di auto si allungava e sono molti che quella sera avranno raccontato a casa, più stanchi del solito, che viviamo in un mondo di frustrati.

 

Cosa ci sta accadendo? Lo notate anche voi che basta un nonnulla per farci sussultare, per non rispettarci, perché il cervello si annebbi e prenda fuoco in un attimo?

 

Vorrei più gente che pensa, prima di attaccare l’output alla bocca. vorrei gente che si stupisce per un piccione (sempre l’animale, intendo), prima di investirlo.

 

Vorrei che a quello che può sembrare uno sgarbo si rispondesse con un sorriso, guarda che è capitato anche a me, non ti preoccupare, siamo tutti nervosetti di questi tempi…

 

Vorrei più hacker, in giro. più gente che si appassiona a quello che fa, che studia, che arriva alle conclusioni a cui si può arrivare o si ferma per pensare a quelle a cui non si può arrivare.

Vorrei gente così per vedere le cose come sono, non come se non esistessero.

Vorrei gente così per vedere le persone come sono, non come ce le sogniamo o come ce le fanno sognare.

 

Ecco: vorrei gente che osserva, che pensa, che ragiona e che studia un po’ di più. Sì, studia, voce del verbo studiare. Che se non si associasse subito ad una noiosissima scuola sarebbe uno dei verbi italiani più necessari. magari guardando la Tv un po’ di meno.

 

E’ arrivata una lettera ad Hacker Journal, qualche tempo fa: qualcuno si stupiva di come studiando si possa capire quanto ancora c’è da imparare e quanto questo sia appassionante.

 

E’ così che vorrei il mondo: ogni inizio d’anno è pieno di buoni propositi, da sempre. Io mi auguro che sia così e lo auguro anche a voi.

Vorrei più hacker, appunto. Io ci provo, aiutatemi ad esserlo.

 

The Guilty

P.S.: l’autore di questi editoriali non sono io bensì il “capo-redattore” della rivista italiana di hacking Hacker Journal

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