Lo spazio di Zio Woz

18 Aprile, 2007

Quel deficiente di Caleb (Hacker Journal N°90 – 15 dicembre 2005)

Archiviato in: editoriali hacker journal — woznihack @ 4:08 pm

La vita di redazione è una vita di scadenze. Ogni quattordici giorni un numero di Hacker Journal. Ogni quattordici giorni un elenco di articoli che deve essere pronto. Ogni quattordici giorni, una corsa per risolvere il classico problema dell’ultimo minuto. Ecco perchè i nostri orari di lavoro sono atipici. Ecco perchè i nostri luoghi di lavoro sono, spesso atipici. Ecco perchè forse l’ultimo articolo di Hacker Journal nasce sul tram. Ed ecco perchè Caleb è un deficiente.

Sono collegato a Internet via cellulare. Portatile sulle gambe. Di fianco a me un signore legge il Corriere della Sera. Ma fa finta. È troppo interessato a sbirciare il mio browser che macina pagine. E c’è Caleb. Il deficiente. Non sò chi sia. So che è deficiente. So il perchè. Ha anche lui un cellulare Bluetooth. Solo che il suo contiene un virus. Ogni pochi minuti sullo schermo del computer arriva il messaggio. Caleb vuole passarti un file. Come minimo, il nome del file. Tutte consonanti. Rifiuterei anche se fosse Samantha che mi passa il file bikini.jpg. Ma quel file lì è un virus per forza. E rifiuto.

Cerco di concentrarmi sul lavoro. Ma sorge la curiosità. Chi sarà Caleb? Sul tram, a distanza Bluetooth, ci saranno almeno quindici persone. Nessuno telefona. Ma è normale. A darsi da fare è il virus. Caleb ha il cellulare in tasca. Potrebbe essere il signore qui di fianco. Non ha l’aria di uno che usa telefoni Bluetooth. Chissà che cosa sta pensando.

Cerco indizi. Sarà un lui? Una lei? Più facile un lui. Facciamo che sia un lui. Un deficiente. Per prendere un virus Bluetooth bisogna scaricare chissà che spazzatura. Oppure accettare un file dal nome impronunciabile, che non si sa a che cosa serva, in arrivo da chissà chi. Solo undeficiente prende un virus in questo modo. Solo un deficiente prende un virus Bluetooth e non se ne accorge. E va in giro con il telefonino che non obbedisce più a lui. Fa da solo.

Così cerco di lavorare. Ogni qualche minuto arriva Caleb. O meglio, il suo virus. Vuoi il file? No, non lo voglio. Non sono deficiente. Beh. Un pò deficiente lo sono anch’io. Mi sono dimenticato di rendere il mio Bluetooth invisibile agli altri. Però, accidenti, Caleb. Chissà quanta gente hai contagiato oggi.

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