Non dovrei dirlo. Ma ho seguito qualche lezione al Politecnico. Matematica. Se avessi saputo quanto conta la matematica in programmazione, l’avrei studiate più a fondo. Ma non è questo il punto. Di matematica alla fine mi è rimasto il minimo indispensabile. Non solo qualche algoritmo. Ma anche una lezione preziosa. Il vecchio professore si intestardiva con il gesso e la lavagna. I giovani studenti sbuffavano. Le calcolatrici. I computer. Internet. Lui sapeva perchè sbuffavamo, ma insisteva.
Aveva ragione lui.
Gli strumenti deboli, diceva. Gli strumenti deboli. Dovete abituarvi ad usare gli strumenti deboli. Poi farete come volete. Ma prima, gli strumenti deboli. Voleva che imparassimo la fatica del calcolo. Le calcolatrici? I computer? Certo. Ma prima imparare. Più frequento i computer, più capisco quanta ragione ha. Se lancio OpenOffice, o word, sonmo perduto. Strumento fortissimo. Pochi risultati. Tanta attenzione alle barre degli strumenti. Alle icone. Ai colori. Alle animazioni. Agli effetti. E scrivo male. Se invece lancio un editor debole, sono solo con il mio testo. Strumento debole, risultato forte. Scrivo meglio. Niente mi distrae. Attenzione: debole non vuol dire banale. Emacs è debole. Anche se haun milione di comandi. Lo accendi e sei da solo, tu e lo schermo vuoto. Poi puoi scrivere il più incredibile degli script. La più pazzesca delle espressioni regolari. Cose potentissime. Ma sono io che comando. La prossima ribellione sarà quella degli strumenti deboli. Non lanciamo Dreamweaver. Lanciamo il Blocco Note. Oppure vi. Oppure emacs. L’HTML facciamolo noi. Sembra una pazzia. Invece nel giro di due settimane avremo capito tante di quelle cose che non ce lo immaginiamo. Mettiamo da aprte il mouse. Per un attimo. Usiamo il computer attraverso la tastiera. Strumento debolissimo, rispetto al mouse. Eppure le cose più potenti si fanno con la tastiera. Scopriremo lati nuovi del computer, che forse non sospettavamo.
Scopriamo la programmazione. Istruzioni deboli, per creare programmi fortissimi. Lo scripting, se la programmazione è difficile. Studiamo TCP/IP. Protocollo debolissimo. Infatti Internet è una forza inarrestabile. Quando qualcuno che si atteggia a forte cercherà di rubarci libertà, o indipendenza, i nostri strumenti deboli ci offriranno la strada per ribellarci. Combattere. Restare liberi. Quando troveremo qualcuno debole, che avrà bisogno di noi, saremo così forti da insegnargli quello che sappiamo. E anche lui saprà difendersi. O attaccare, se serve.
Deboli con i forti. Forti con i deboli. Il vecchio professore aveva ragione. Non so se questo editoriale sia bello. Ma sto scrivendo di getto e sullo schermo non c’è neanche una icona.

Probabilmente nessuno ha scritto un commento perchè la verità è difficile da commentare… pensavo che cominciando io avrei trovato qualcosa scrivendo… mi sbagliavo. Ciao.
Commento di lord devil — 31 Agosto, 2008 @ 12:19 pm