Mi succede tutte le estati. Almeno una notte. Mi fermo. Magari sulla spiaggia. Faccio silenzio. Lo cerco intorno a me. Guardo. Sento la risacca, forse un pò di vento. Lontano si avverte il motore di una macchina. Gente che va a divertirsi, o lo ha già fatto. Ancora più lontano un tessuto di luci, lampeggianti, scintillanti, tremolanti. Case. Informazione. Strade. Collegamenti
Quest’anno è successa una cosa in più. Ho avuto una visione.
Per un solo, indimenticabile istante, ho visto i dati. Un flusso interminabile, inarrestabile, di bit. Fluivano da ogni parte, diretti in ogni parte. Portavano vita, conoscenza, progresso, nuove possibilità. Avvolgevano tutto, come un tessuto pulsante. Il rumore era il rumore che può avere la luce in viaggio, qualunque sia.
Una frazione di secondo. Poi è sparito tutto. I bit sono tornati invisibili e silenziosi. A scorrere intorno a me e a tutti, dentro i cavi di rame e fibre ottiche, oppure dispersi a pioggia dai satelliti, o dalle basi wireless. Non avevo bevuto, nè fumato. E ho visto Matrix, ma tanto tempo fa. Per un attimo ho avuto un privilegio. Ho visto quanto siamo ricchi.
L’ho già detto. Vita, conoscenza, progresso. Su quei segnali elettrici, luminosi, in raddiofrequenza, viaggiano tutto il nostro mondo, la civiltà, il presente e il futuro. Ricchezza inestimabile, pazzesca.
Non possiamo lasciarla nelle mani di pochi. O di chi non la merita. Ci sono persone e organizzazioni che vogliono tenersela tutta. Aziende telefoniche. Software house. Governi. Criminali. Polizie. Spie.
È giusto? no. è ricchezza che deve essere disponibile per tutti. Il piu semplicemente possibile. Come l’ossigeno e l’acqua. Bisogna contrastare chi vuole la ricchezza della Rete tutta per sè. Possiamo farlo. Con la conoscenza. Con il software libero. Con la condivisione del sapere. Con il vero spirito hacker.
Quella dei bit è una ricchezza particolare. Più la si distribuisce, più ce n’è per tutti. Più si condivide, meno poveri ci sono.
Ecco. I poveri.
Questa ricchezza, di bit, così particolare. Se non la nutriamo, diventiamo poveri. Se non la portiamo ovunque, pure. Se permettiamo a pochi di tenersela loro, diventiamo poveri. E così che gli hacker portano la ricchezza, quella dei bit. La condividono. La nutrono, alimentando le grandi correnti dell’informazione.
Vado a dormire, pensando che quest’anno voglio condividere tanti di quei bit da non averne l’idea. Intorno a me le correnti dell’informazione scorrono continue e costanti, mi avvolgono e sogno la Rete in una notte d’estate.

Questa è poesia!
Commento di Ronde88 — 17 Luglio, 2008 @ 10:20 pm
Eh si, erano belli gli editoriali di the guilty con la vecchia redazione di Hj
Commento di woznihack — 19 Luglio, 2008 @ 1:23 pm