Non so voi, ma si sente aria di vacanza perfino in rete. Ed è vero. Guardi i blog della gente e c’è già chi scrive da lontano, o racconta del condizionatore, o smette di scrivere e se ne va in piscina o dove altro. Voi che fate? Avete voglia di raccontare a questa accaldata redazione che cosa si combina inm ognuno delle decine di migliaia di nodi umani e superumani che compongono questa fantastica rete di coltivatori della conoscenza chiamata Hacker Journal? Leggeremo volentieri quello che arriva e se arriva qualcosa di divertente e interessante lo pubblicheremo pure.Tornando in argomento-estate, i mesi caldi sono quelli più proficui per un hacker. Il perchè è chiaro: le scuole chiudono e si può studiare anche qualcosa di diverso dalla storia degli Assiro-babilonesi, poco interessante a parte il fatto che contavano in base dodici (come si scrive 2004 in base dodici?). Le aziende restano aperte, ma i ritmi si rilassano e si può dare un occhiata in più a un manuale interessante o a un forum con le dritte giuste.
Anche i genitori sono più tranqilli, o più colpiti dal caldo , e se la prendono meno – o proprio non ce la fanno – se si sta al computer a scoprire qualcosa di nuovo o a collaudare un programmino appena scritto. L’estate è anche al stagione d’oro per l’ingegneria sociale. I centralini sono più distratti, le segretarie non ci badano, i bidelli lasciano passare tutto, se cìè da strappare un permesso proibito o guardare dove non si dovrebbe è il momento più adatto per provarci.
Purtroppo ne approfittano anche i disonesti. Quelli che si mettono in fila alle casse della pizzeria per sbirciare le carte di credito altrui, o controllano i lucchetti delle biciclette alla ricerca di quello chiuso male. Ma non sono hacker, lo sappiamo già: sono solo stronzetti e evdiamo di non dargli spazio né facilitargli il compito.
Noi hacker, come potremmo passare l’estate? Il primo suggerimento, ma era ovvio: leggiamo Hacker Journal anche in spiaggia, o sui monti. Il secondo, meno ovvio: conosciamo gente. Parliamo con il vicino di ombrellone, con la signora Gina della Pensione Gina, con quella della classe di fianco che non c’è mai stata occasione di scambiare due chiacchiere. Per un hacker il rapporto umano è uno dei tesori più importanti che ci siano.
E infine i compiti delle vacanze, no, il compito delle vacanze: prendersi un’ora, o un giorno, o una settimana e programmare. Anche una cosa piccola, anche una sciocchezza, anche scrivere Hello World in Javascript ed abbandonarsi sfiniti alla soddisfazione, con in mano una granita ghiacciata.
